«L’espatrio come modo di diventare noi dimora di noi stessi».– Massimo Onofri, Avvenire

Buongiorno mezzanotte, torno a casa
Codice ISBN 979-12-5756-003-4
Prima edizione: gennaio 2018
Seconda edizione: luglio 2026
Prima edizione: gennaio 2018
Seconda edizione: luglio 2026
15€
- DESCRIZIONE
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- AUTORE
C’è una linea che lega i percorsi di Anna Maria Ortese, Nikolaj Gogol’, James Joyce o Jean Rhys quando, lontani dalla propria terra, si confrontavano con la scrittura e la creatività. Sulle loro esperienze riflette Lisa Ginzburg, scrittrice italiana che per molto tempo ha vissuto all’estero, nel tentativo di risolvere il dilemma proprio di chi vive lontano da casa: voler ritornare, ma senza riuscirci.
Una riflessione particolarmente significativa in un mondo ossessionato da una unicità geografica costruita con l’idea di non dover mai perdere l’orientamento. Ma il rischio, ormai, è che dovunque ci si trovi, non ci sia più alcun luogo in cui poter tornare.
Una riflessione particolarmente significativa in un mondo ossessionato da una unicità geografica costruita con l’idea di non dover mai perdere l’orientamento. Ma il rischio, ormai, è che dovunque ci si trovi, non ci sia più alcun luogo in cui poter tornare.
n. 12 - 96 pagine arabe intonse, dimensioni a libello chiuso 12X19, interno stampato su carta Holmen Book Cream, copertina a colori stampata su carta Favini Twill Avorio.
Copertina: Maurizio Ceccato - Ifix ©
Impaginazione: Studio editoriale 42Linee
Redazione: Angelo Panunzio
Copertina: Maurizio Ceccato - Ifix ©
Impaginazione: Studio editoriale 42Linee
Redazione: Angelo Panunzio
Lisa Ginzburg è nata a Firenze e ha vissuto per molti anni all’estero. Tra i suoi libri, Per amore (Marsilio 2016), Pura invenzione. Dodici variazioni su Frankenstein di Mary Shelley (Marsilio 2018), Cara pace (Ponte alle Grazie 2020, candidato al Premio Strega 2021, Premio Chianti 2021), Cercavo un’immensità. Vita di Clarice Lispector (rueBallu Edizioni 2022), Una piuma nascosta (Rizzoli 2023, Premio Majella 2024). Collabora con «Avvenire», «L’Espresso», «Nazione Indiana».